Misericordiosi come il Padre è il “motto” dell’Anno Santo. Papa Francesco.

Edith Stein: Il suo messaggio

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Edith è una esponente significativa della ricerca dell’uomo contemporaneo: il suo percorso dalla non credenza alla fede la rende prossima a tutti coloro che cercano la verità. Questa stessa ricerca, nella sua esperienza quotidiana, è già preghiera. Ella ha saputo conciliare ragione e fede, portatrice di un sano umanesimo. La sua preoccupazione per la donna e la sua attenzione all’altro, che ha potuto sviluppare in modo particolare nella tesi di laurea sull’empatia, sono segni di una forte sensibilità antropologica.

Sul piano della spiritualità, i suoi grandi maestri sono i santi del Carmelo: Teresa e Giovanni della Croce, così come Teresa di Lisieux. I tre hanno lasciato la loro impronta nell’anima di Teresa Benedetta della Croce: l'orazione come fondamento della sua vita, l’esperienza della croce come fonte di ogni azione nella Chiesa, e la fiducia e abbandono nelle mani di Dio.

Edith era fortemente cosciente di essere uno “strumento”; diceva: “Io non sono altro che uno strumento nelle mani del Signore. Chi viene a me vorrei condurlo a Lui”.
Nella scelta del suo nome religioso ha voluto esprimere i suoi legami: quello filiale con Teresa, la sua madre nel Carmelo; quello con Benedetto da Norcia per tutto quello che ha ricevuto nei suoi incontri all’Abbazia di Beuron come a quella di Spira; e quello con il mistero della croce, verso il quale coltivava una speciale vocazione.
Ha scritto: “Ero convinta che coloro che comprendono il senso della Croce di Cristo, devono farsene carico a nome di tutti”. E in un altro passaggio dice, a proposito della vita carmelitana: “Tu non sei medico e nemmeno infermiera e non puoi lenire le ferite. Sei raccolta nella tua cella e non puoi andare da loro. Senti il grido di dolore dei moribondi e vorresti correre ed essere accanto a loro...Fissa il Crocifisso. Se sei unita a lui, come una fidanzata fedele nella realizzazione dei tuoi santi voti, il tuo sangue insieme con il sangue prezioso di Cristo si riversa su di loro. Unita a lui, è come se fossi onnipresente…e con la forza della Croce puoi renderti presente in tutti gli ambiti e in tutti i luoghi di dolore”.

Sul piano umano, tutte le testimonianze sono unanimi nell’evidenziare in Edith una raffinata amabilità, che la rendeva prossima a tutti coloro che l’avvicinavano. Era dotata di uno spirito aperto, forte, disciplinato, tenace, di un grande equilibrio e una grande fermezza d’animo.

In sintesi, Edith è una donna del nostro tempo che, con la grazia di Dio, ha raggiunto la pienezza della sua personalità in Cristo che ha fatto di lei una guida, una stella luminosa in grado di condurre gli uomini e le donne di tutti i tempi alla verità, cioè a Cristo. Con la sua vita, Edith ci insegna che la rettitudine e la veracità con cui assumiamo le nostre responsabilità e le nostre relazioni sono già una forma di unione con Dio, anche se non ce ne rendiamo conto. Ci insegna il valore del dono totale, l’audacia di andare fino in fondo, fino al martirio se quella è la strada che Dio ha scelto per noi, ci insegna la fiducia nella Provvidenza, e che solamente in cielo noi potremo conoscere ciò che c’è di misterioso negli intrecci che ci uniscono gli uni agli altri.

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