Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Sulla strada del Carmelo

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“Una voce! L'amato mio! Eccolo, viene… e prende a dirmi: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni presto!»” (Ct 2, 8/10)

La chiamata di Dio nella mia vita!

Suor Marie Kolbe del Santo Volto (dalla Corea)
Carmelo di Nazareth

Il primo ricordo della mia vocazione risale un po’ lontano, a quando avevo 4-5 anni. Ero molto amata dal parroco e dalle suore della mia parrocchia, perché ero praticamente l’unica fanciulla della mia età che assisteva quotidianamente alla messa. Si divertivano a domandarmi: “Che cosa vuoi fare da grande?”. Ogni volta rispondevo: “Voglio essere una religiosa ma non una carmelitana”. Molte volte ho ascoltato la storia della Piccola Teresa.

Nonostante fossi ancora una bambina, capivo tuttavia che era vissuta dietro una grata ed era una cosa che non mi piaceva proprio, e mi dicevo: “Non voglio fare una vita da rinchiusa come lei”. Questo era quello che pensavo da bambina. Nel corso dell’ultimo anno della scuola primaria, al catechismo parrocchiale, mi è stata offerta l’occasione di scrivere una lettera personale a Gesù; ricordo bene che le altre bambine ne hanno approfittato per implorare della grazie che desideravano, mentre da parte mia ho promesso a Gesù che sarei diventata una religiosa. Ho avuto il coraggio di leggere la mia lettera davanti a tutti. Passati degli anni, quando avevo 15 anni, ho attraversato un periodo di grande prova interiore. Ho pianto e pregato molto davanti al tabernacolo, mentre mi domandavo: che senso ha la vita dell’uomo sulla terra? Era la prima volta che mi capitava di pormi seriamente un simile interrogativo e nel momento in cui mi rendevo conto che la vita è passeggera, ho avvertito in me il desiderio di fare della mia vita qualcosa di bello, qualcosa di grande, qualcosa che non fosse banale.

Un giorno mentre pregavo, ho sentito la chiamata del Signore e una voce interiore che mi indicava il Carmelo come il luogo in cui il mio desiderio poteva essere appagato. Da quel momento, ho pensato al Carmelo giorno e notte: lo portavo nel mio cuore con grande nostalgia. Non conoscevo tuttavia ancora bene cosa fosse il Carmelo, ma incominciavo a riflettere, a cercare. Ho letto la Piccola Teresa, san Giovanni della Croce e la nostra Madre santa Teresa. Amavo molto la piccola Teresa, trovavo nell’infanzia spirituale l’indicazione di un cammino breve e diretto verso Gesù; la sua dottrina mi appariva al tempo stesso molto semplice e molto profonda. Mi piacevano in particolare due aspetti: la profondità e la semplicità che si dispiegano in lei armoniosamente, e attraverso ciò percepivo l’opera dello Spirito Santo in questa grande santa, nostra sorella. Desiderando essere annoverata fra le piccole anime, ho cercato di imparare ad amare Gesù come lei l’amava. E questo è proprio il fulcro della missione di Teresa: fare amare Gesù.

Se la lettura dei santi del Carmelo mi ha aperto un nuovo orizzonte verso il Carmelo stesso, ho sentito il bisogno di incontrare qualcuno che ne viveva la vocazione e che poteva accompagnarmi su quella strada. Ogni quindici giorni, mi recavo al convento dei padri carmelitani per confessarmi e ricevere il nutrimento spirituale che offre il desco del Carmelo. A 18 anni ho visitato due monasteri di Carmelitane nel mio Paese, ma la porta del Carmelo era chiusa per me. Le monache mi chiesero di tornare più avanti nel tempo, dopo aver conseguito un diploma universitario e all’età di 24-25 anni. Quel rifiuto mi raggelò, ma io continuai a pregare il Signore dicendogli: “Nulla per te è impossibile, entrerò al Carmelo come e quando tu vorrai”.

Ho sempre atteso che il Signore mi aprisse la porta e Lui mi ha esaudito in modo inatteso. Avevo 19 anni e lavoravo in ospedale, quando un giorno il mio padre spirituale mi disse di studiare il francese, senza darmi alcuna spiegazione. Desideravo sapere perché dovevo studiare il francese, ma avendo notato che il suo atteggiamento era molto deciso, ho taciuto e ho accettato la sua proposta ciecamente. E mi sono impegnata a imparare. Oltre al lavoro, due volte alla settimana e per dieci mesi, ho seguito il corso di francese che si teneva presso l’Alliance Française. Naturalmente continuavo a frequentare i padri carmelitani e un giorno il mio padre spirituale mi ha domandato se volevo entrare in un Carmelo della Terra Santa. Ho detto subito: sì! Con il suo aiuto e la sua raccomandazione, ho scritto una lettera al Carmelo di Nazareth e nel giro di qualche mese ho avuto la risposta positiva. Indubbiamente la mano del Signore si è posata su di me con dolcezza. Ho lasciato tutte le persone che mi erano care per andare in un Paese di cui non conoscevo nulla. Come Abramo ho lasciato tutto... Non ero coraggiosa, ma la grazia del Signore mi ha aiutata. Non avevo mai pensato di entrare in un Carmelo all’estero, ma i pensieri del Signore non sono i nostri pensieri. Lui comunque mi ha donato quello che io desideravo. Quando ero giovane, la vocazione missionaria mi affascinava, anche se non comprendevo in che modo avrei potuto realizzarla. Ed ecco che il Signore ha trovato la via, inviandomi nella Terra dell’Incarnazione per vivere la mia vocazione missionaria. Se tutto il Mistero della nostra Redenzione ha inizio nell’Incarnazione, vivendo qui a Nazareth sono nel cuore del Mistero.

Quando penso alla mia vocazione, so per certo che una sola ragione mi ha condotto fin qui ed è la volontà di consacrarmi totalmente a Gesù e al suo servizio. Dopo che ho lasciato la mia famiglia e la mia patria, anche mio padre si è convertito. Prima non era affatto praticante e ora egli prega ogni giorno per me. Dio mi ha offerto un’altra famiglia, “tutto il Carmelo, nel cuore della Chiesa”, in aggiunta alla mia famiglia naturale per inserirmi in una dimensione universale. Sono al Carmelo da 13 anni e sono molto felice!!
Queste parole di suor Elisabetta della Trinità mi aiutano ad approfondire il senso della mia vocazione di carmelitana.

Essere sposa, è avere tutti i diritti sul suo cuore...
È un cuore a cuore per tutta una vita...
È vivere con…sempre con…
È riposare totalmente in Lui, e permettere a Lui di riposare totalmente nella nostra anima!...

Un’anima sempre in adorazione,
docile a Dio, è la Carmelitana.
Tutto è comunione con Dio;
ha il cuore in alto, negli occhi il cielo.
Ha trovato l’unico necessario,
amore e luce: l’Essere divino!
Avvolgendo il mondo di preghiera,
diviene vero apostolo.

 

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