Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Monastero del Monte Carmelo: Comunità

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“Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera,
insieme ad alcune donne e con Maria, la madre di Gesù,
e ai fratelli di lui” (At 1,14)

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Vivere la vita da Carmelitane sulla Montagna del Carmelo, per noi significa metterci in comunione con tutti coloro che lungo il corso dei secoli, hanno fatto di questo territorio il luogo del loro incontro con Dio. Significa anche pregare con il profeta Elia per il trionfo della fede vera, nell’attesa vigilante che la pioggia divina irrompa sulla terra d’Israele. Significa vivere in compagnia di Maria e aprire come lei e con lei il nostro cuore alla Parola.

Significa vivere radicati nell’ideale che tutte le Carmelitane del mondo desiderano realizzare: “Vivere nell’obbedienza a Gesù Cristo e meditare giorno e notte la legge del Signore”. È per questo che sui muri della clausura del nostro monastero è scritto il testo della Regola donata da Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme.

Il papa Leone XIII ci ha affidato una speciale intenzione di preghiera, confermata anche da Giovanni Paolo II: “Pregare perché le Chiese ancora separate realizzino la piena unione in Cristo, perché il popolo ebraico cresca nella fedeltà alla sua vocazione di popolo eletto, testimone di Dio e per la concordia fraterna fra tutti”. Fedeli a questa missione, vegliamo come le sentinelle della notte, in attesa dell’aurora. È il coronamento del senso della nostra presenza come Carmelitane Scalze sulla Montagna di Elia e della Vergine Maria.

 

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