Misericordiosi come il Padre è il “motto” dell’Anno Santo. Papa Francesco.

Pubblicazione in ebraico del libro delle Castello interiore

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ha tira penimit

 

In occasione del 500° anniversario della nascita di Santa Teresa d'Avila, mistica spagnola, l'Universitá ebraica di Gerusalemme ha organizzato una serata di studio, in seguito alla pubblicazione in ebraico del libro delle Dimore o Castello interiore.

       Con lo stesso scopo, poco tempo prima è stata organizzata una serata similare a Tel-Aviv.
Il programma:
- "La voce unica di Teresa d'Avila, scrittrice di ascendenza ebraica del XVI° secolo", prof. Ruth Fine.
- "Sull'antropologia cristiana", dr.ssa  Mercedes Rubio.
- "Il processo di editing del libro e la collezione «Nevitim misticiyim» (Sentieri mistici)”, Assaf Persia et Talia Halamish, della casa editrice Hadkeren (Unicorno)".
- "La traduzione Ha-tira ha-penimit - Le differenze tra le facoltà dell'anima e le forze dell'anima", Denis Haran Ben-Dor, traduttrice del libro in ebraico.


          Possiamo indubbiamente parlare di un segno messianico, come ce ne sono stati parecchi nel corso dei secoli: per esempio nel 16° secolo dei cristiani hanno tradotto i libri della tradizione ebraica in latino.


          Nel corso del suo intervento, Ruth Fine ha ricordato l'origine ebraica di Santa Teresa, per via del nonno paterno, Juan Sanchez di Toledo. Non si sa se sia stato lui a convertirsi al cristianesimo, o se fosse avvenuto prima. La famiglia ha fatto tutto quello che poteva per dimostrare la propria autenticità cristiana e per nascondere l'ascendenza ebrea (ha lasciato Toledo e ha assunto il nome del ramo materno, Cepeda, che ha un richiamo meno giudaico). Ci si può stupire per il fatto che Santa Teresa abbia scritto il “Castello interiore” in due mesi, il che appare incredibile, e quindi è vero. Il linguaggio di Santa Teresa è molto semplice, si rivolge alle sue suore. Un linguaggio che a tutt’oggi mantiene il suo fascino.


          La dott.ssa Mercedes Rubio ha parlato dettagliatamente del contenuto del “Castello interiore” e ha spiegato con efficacia la spiritualità mistica di Santa Teresa: l'unione con Dio è lo scopo della nostra vita; le esperienze mistiche di Santa Teresa vanno oltre tutti i confini delle religioni. Dio è un Dio personale, vicino, che è nell'anima di ogni essere umano.


          Assaf Persia, delle edizioni Hadkeren, ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile la pubblicazione del libro durante il 500° anniversario della nascita della Santa.


          La traduttrice Denis Haran Ben-Dor, una israeliana laica (come lei stessa si è definita), che non si era mai interessata del misticismo, ha confessato che nel corso della traduzione del “Castello interiore” è stata sconvolta  da Santa Teresa. Ha ringraziato Mercedes Rubio per l'aiuto enorme che le ha dato per la traduzione e per la comprensione di alcune nozioni, come “le potenze” che infine ha tradotto in kohot nefesh, le forze dell'anima, non nel senso moderno dell'espressione (le risorse interiori per far fronte ai problemi o resistere alle tentazioni), ma nel senso delle forze spirituali che muovono l'anima. Il termine kohot nefesh è già stato usato in questo senso da Maimonide: "L'anima dell'uomo e le sue facoltà", fra cui la volontà e l'intelligenza.


          La traduttrice ha concluso esprimendo il desiderio di vedere il Bastone di Santa Teresa.
          Peccato! Il Bastone della Fondatrice era in Terra Santa nel febbraio scorso!

Ma stiamo sicuri che S. Teresa non ha ancora concluso la sua avventura e quindi sentiremo ancora parlare di lei, in ebraico!

 

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