Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Il Mistero pasquale, manifestazione della misericordia

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mystère pascal

 

   In questo anno santo, è bello contemplare il Mistero pasquale come la più grande manifestazione della Misericordia divina!

             In Gesù, che ha donato se stesso fino alla morte ed è risuscitato per la nostra giustificazione, possiamo scoprire il volto del Padre, compassionevole e pieno d’amore. «In Gesù Cristo, Dio si è fatto uomo per fare sì che la misericordia s’incarni veramente nella compassione concreta»[1]. Tutti i gesti di Gesù ci rivelano il cuore del Padre, il suo amore per gli uomini, per i piccoli e i più sofferenti fra loro. La sua delicatezza e la sua vicinanza ai peccatori ci parlano della misericordia che fonda l’essere stesso di Dio come egli si è rivelato: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà»[2].

È nella contemplazione della misericordia divina che possiamo conoscere noi stessi e a nostra volta immergerci nella sovrabbondanza dell’amore. Santa Teresa ne aveva viva coscienza: «E, in verità, molte volte il dolore per le mie grandi colpe è temperato dalla gioia che mi dà il pensiero che si possa conoscere la vostra infinita misericordia.

In chi, o Signore, essa può risplendere come in me, che ho tanto offuscato con le mie cattive azioni le immense grazie che avevate cominciato a farmi?»[3].

D’altronde, nel momento in cui partecipiamo alla celebrazione della Passione e della Risurrezione del Signore, la misericordia si offre a noi in una luce particolare. La volontà di salvare tutti gli uomini, l’umanizzazione di Dio, il suo annichilimento ci manifestano un amore immenso, pronto a mettere in atto tutti i mezzi possibili e immaginabili: «La visione di nostro Signore, essendo anche accompagnata da una continua conversazione con lui, aumentò molto il mio amore e la mia fiducia. Mi rendevo conto che, pur essendo Dio, egli è anche uomo, e come tale non si meraviglia della debolezza umana, conoscendo la nostra misera natura soggetta a molte cadute a causa del primo peccato che egli è venuto a riparare. Posso trattare con lui come con un amico…»[4].

Meglio ancora, insieme con il santo papa Giovanni Paolo II, possiamo «interpretare il Mistero pasquale come mistero di misericordia. Il limite imposto al male è in definitiva, la divina misericordia»[5]. Perché Cristo ha vinto il male e la morte con la sua morte, siamo certi della vittoria della misericordia su ogni forma di egoismo e di durezza, e conosciamo la grandezza dell’amore di Dio.

È tempo di Pasqua, tempo propizio per far risuonare ovunque le parole di Papa Francesco: «Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore»[6].



[1] MJ Scheeben, La dogmatique t.2

[2] Esodo 34,6

[3] Santa Teresa,Vita, 4, 3-4

[4] Santa Teresa,Vita, 37,5

[5] Cfr. Giovanni Paolo II, Memoria e identità. Conversazioni a cavallo dei millenni, Milano 2005.

[6] Bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia, n.19. 

 

 

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