Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Pasqua, festa della misericordia

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Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse:

“Pace a voi!”»   Giovanni 20, 19

 

           

             Alla sera di Pasqua, il discepolo incredulo è invitato dal Signore Risuscitato a entrare nel mistero della misericordia: «… stendi la tua mano, e mettila nel mio costato …» (Gv 20, 27), penetra nel segreto del mio amore. In Gesù, vero Dio e vero uomo, è giusto parlare di un amore “viscerale”. Scaturisce dal cuore come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.

 

A Pasqua, il Cristo dona all’umanità la consolazione, «nell’esperienza piena e definitiva dell’amore di Dio, amore misericordioso che dona gioia, pace e vita eterna» (Papa Francesco nell’udienza generale del 16 marzo 2016).

 

Il 3 aprile, seconda domenica di Pasqua o domenica della Misericordia, sarà un momento privilegiato per sperimentare la tenerezza del Redentore, per magnificare l’amore infinito del nostro Dio, specialmente in questo Anno Santo.

 

«In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita» (Papa Francesco, Bolla di indizione, n. 25).

 

Già in una preghiera della vigilia pasquale, abbiamo domandato a Dio: «Apri i nostri cuori all’intelligenza della tua Misericordia: così che la coscienza delle grazie ricevute possa rafforzare in noi la speranza dei beni futuri».

 

In questo tempo di Pasqua, attingiamo alle sorgenti della Misericordia infinita per riversarne la grazia su tutti i fratelli intorno a noi.

 

 

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