Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

La liturgia fonte e culmine della vita cristiana

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"La partecipazione alla preghiera di Cristo ha la sua espressione più alta nella sacra Liturgia e si prolunga durante il giorno nell'orazione personale"

Desiderose di partecipare sempre più profondamente a questo mistero - in modo del tutto particolare nei luoghi in cui il Signore ha pregato -, l'Associazione dei Carmeli di Terra Santa (e d'Egitto) ha organizzato una sessione sul tema della liturgia.

Dal 16 al 22 ottobre 2016, una trentina di suore ci siamo ritrovate a riflettere e a formarci sulla liturgia, con l'aiuto di p. Eric Beaumer (o.praem.), di suor Maria Maddalena del monastero benedettino di Abu Gosh, nei pressi di Gerusalemme, e di Giuliana Mettini, cantante e professoressa di canto.

Le conferenze, ma anche il lavoro vocale e strumentale, nell'ambito di una "formazione integrata", cioè di una preparazione e celebrazione della liturgia comunitaria [per non fermarci alla teoria], sono state esperienze benefiche e apprezzate. Celebrare significa rendere percepibile ciò che è spirituale. E la bellezza è lo splendore della verità. In tal modo il nostro desiderio di perfezionare la liturgia si traduce in un impegno per ricercare la bellezza, per perseguire la verità e far rifulgere nella liturgia "il Mistero pasquale mediante il quale Cristo stesso ci attrae a sé e ci chiama alla comunione" (Sacramentum caritatis, 35).

Concretamente l'animazione liturgica deve essere al servizio della Presenza, il canto è un vero ministero. Durante l’incontro abbiamo potuto dialogare, affrontare i problemi che emergono nelle nostre comunità, individuare le iniziative da intraprendere e soprattutto comprendere meglio perché "la Chiesa chiede e attende che ogni monastero teresiano viva intensamente il mistero della preghiera contemplativa, offrendone una testimonianza esemplare in mezzo al popolo di Dio" (Costituzioni, 60).

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