Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Fratelli e sorelle del Carmelo in Medio Oriente

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             Questo era il tema della sessione che ha riunito le Carmelitane delle cinque comunità che compongono l’associazione dei Carmeli di Terra Santa, a Amman, dal 18 al 23 settembre 2017.

 

Con le suore erano presenti anche p. Abdo (assistente), mons. Jean Sleiman, arcivescovo di Bagdad dei Latini, p. Enrique, delegato per Israele, p. Patrizio, delegato per l’Egitto, p. Miguel provinciale della Spagna, p. Raymond, provinciale del Libano, p. Guillaume provinciale di Parigi (e quindi dell’Irak).

Nel corso delle conferenze e dei lavori di gruppo, abbiamo affrontato parecchi punti:

  • Che ruolo ha il Carmelo in Medio Oriente? La nostra intima unione con Dio può testimoniare che le relazioni tendono a fare comunione, non a esercitare un qualsiasi tipo di supremazia.
  • Che genere di relazione corre tra fratelli e sorelle nel Carmelo? Una relazione che ci aiuta a crescere. Non è possibile misurare il rapporto che una persona ha con Dio, ma si può misurare quello che ha con gli altri.
  • In che misura farsi carico del carisma del Carmelo? È necessario innanzitutto viverlo, con il desiderio incessante di rispondere alla chiamata del Signore, per dare vita a un’ascesi mistica, fraterna e gioiosa. Si tratta veramente di lasciarsi toccare e rimodellare dalla mano di Dio.
  • Come camminare insieme? Celebrando la memoria della nostra vocazione, inseguendo più la qualità della quantità, perfezionandoci. È impossibile perseguire la perfezione a prescindere dagli altri; credere di essere migliori degli altri, è una deformazione del cammino spirituale. Solo a queste condizioni è possibile parlare liberamente e cercare insieme di risolvere i problemi.
  • Abbiamo più volte evocato il noviziato di Giovanni della Croce presso le Carmelitane di Valladolid. La Santa Madre non l’ha istruito sull’orazione ... ma sulla mortificazione, sullo stile della fraternità e sulle ricreazioni.

Abbiamo dedicato del tempo prezioso anche per cercare di conoscere meglio la situazione geopolitica di una regione ricca di risorse, di cultura, senza dubbio la più cruciale. I conflitti sono ricondotti alla religione, ma non sono religiosi. Sappiamo bene quali giochi politici ed economici sono sottesi.

Rendendo grazia per il cammino percorso insieme, siamo rientrate nelle nostre comunità con una visione del Carmelo aperta al Medio Oriente (Libano,Siria, Iran) e anche nel Maghreb (Carmelo di Tangeri in Marocco) e una determinazione a fare tesoro insieme del nostro carisma per essere più che mai fedeli alla nostra missione.

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