Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato, «Chiquitunga», Carmelo di Asunción (Paraguay)

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                    María Felicia Guggiarri Echeverría, familiarmente nota come «Chiquitunga», è nata il 12 gennaio 1925 a Villarrica del Espíritu Santo (Paraguay).

 

      

Fin dalla più tenera età ha dimostrato una grande inclinazione verso i più poveri e i più bisognosi. Sua madre dice che ellaè stata incaricata di prendersi cura delle persone con risorse economiche limitate, che venivano a casa sua per chiedere pane e aiuto.

Ricevette il battesimo a 3 anni l’8 febbraio 1928 nella cattedrale di Villarrica. All’età di 12 anni, l’8 dicembre 1937, ricevette per la prima volta la comunione. Dopo diversi anni dirà di quel giorno: «Il ricordo del giorno più felice della mia vita non saràmai dimenticato dal mio spirito, il giorno della prima unione con il mio Dio;e’ il momento in cui ho preso la risoluzione di essere ogni giorno migliore». Nel 1933 ha iniziato le scuole elementari presso la Scuola Maria Ausiliatrice. Era una ragazza normale, allegra, vivace e sempre molto amichevole con tutti.

Dopo aver terminato il ciclo elementare negli anni 1939-40, sospese la scuola per 2 anni per aiutare sua madre nelle faccende domestiche. Nel 1941 entrò nell’A.C all’età di 16 anni, essendo questo movimento di vitale importanza per la sua vita. I suoi scritti sono pieni di entusiasmo, di amore e, dipassione per l’ideale proposto dall’A.C. Ha ripetuto continuamente: «Voglio che tutto sia pienodi Cristo e dovunque io vada voglio lasciare un raggio della sua luce». Il motto della sua vita era: «Ti offro tutto, Signore»: questa frase intestava tutti i suoi scritti.

Nel 1941 continuò gli studi secondari nella Scuola Normale Manuel Gondra, ottenendo dopo 4 anni il titolo di Maestra.Si dedicò completamente all’apostolato attivo, lasciando della sua infanzia ricordi indimenticabili a tutti coloro che l’hanno conosciuta. Queste persone, nel processo di beatificazionehanno testimoniato l’instancabile abnegazione di Maria Felicia nel suo apostolato con i più poveri. È così la ricordano: «La si vedeva per le strade con impegno apostolico, il sorriso sulle labbra, sempre vestita di bianco con le trecce legate da fiocchi celesti. Era la figura dell’angelo buono che cercava anime stanche, corpi spezzati, per dar loro il dono di una simpatia umana e il calore del cuore che ama».

La sua vita di pietà era tutta centrata nell’Eucaristia e ricevendoquotidianamente il «Pane della vita», passava lunghe ore davanti al Santissimo Sacramento, da cui traeva la forza per il suo generoso apostolato. I suoi fratelli ricordano che a notte avanzato Chiquitunga, nella sua stanza se ne stava inginocchiata in profonda preghiera. Il suo amore per la «Piena di grazia», sua «Madre» traspare anche negli innumerevoli scritti che sono conservati.

Nel 1950 si trasferì con la sua famiglia ad Asunción, mentre la situazione politica del Paraguay era caratterizzata da grandi turbolenze e Villarricaera una zona di conflitto. Quindi fu più prudente il trasferimento nella capitale. Appena giunta, Chiquitunga si unisce di nuovo nelle file dell’Azione Cattolica e inizia a lavorare con l’entusiasmo come sempre. Continua anche lo studio per diventare professore, nel 1952. In quest’anno incontra Ángel Sauá Llanes, un giovane leader dell’Azione Cattolica, studente in medicina, con il quale condivide una profonda amicizia. Questo periodo è pieno anche d’una ricchezza spirituale e umana che domina tutta la sua esistenza. Chiquitunga dimostra qualità spirituali sorprendenti, vivendo questa situazione di innamoramento come una vera grazia di Dio. Lei, stessa aveva chiesto: «Molte volte l’avevo pensato, ora Signore, è una realtà meravigliosa: quanto sarebbe bello avere un amore, rinunciare a quest’amore e insieme sacrificarlo al Signore per l’ideale». La nostra giovane ha un forte desiderio di abbandonarsi totalmente alla volontà di Dio. Così mentre il giovane amato parte per l’Europa ed entra in Seminario, lei a sua volta segue la voce di Dio e conosce provvidenzialmente la priora delle Carmelitane Scalze. Dopo una dura opposizione familiare, entra nel Carmelo il 2 febbraio 1955, all’età di 30 anni.

Nel convento la sua caratteristica è la sua gioia e uno spiccato spirito di servizio; una sorella ricorda: le religiose anziane dicono che sor Teresa de Jesus, una delle fondatrici, era solita dire: «Dio ci ha mandato Suor Maria Felicia per mettere una nota speciale di gioia, con il suo sorriso e le sue battute, nella ristrettezza di quella prima casetta». Il suo sorriso era un fiore perenne.

I primi giorni nel convento li racconta così: «Sono esattamente 18 giorni, ho provato ore continue e ininterrotte di gioia in questo Santo Carmelo, per il quale Dio Nostro Signore con infinita misericordia mi ha scelto e io tremo in verità, dicendo questa parola e conoscendomi miserabile e peccatrice come sono».

Mentre i primi mesi furono mesi furono celestiali, poi tutto cambio’ quando sopraggiunse una notte buia che la fece dubitare della sua vocazione e pensare alla possibilità di ritirarsi. Madre Teresa Margherita priora in quel tempo, dice: «Superato la difficile prova, ha ricevuto il santo abito il 14 agosto 1955, ricuperando da allora una pace e una felicità che sono crescenti fino al giorno della sua felice morte. Fece la sua professione religiosa temporanea il 15 agosto 1956».

AL CARMELO DEL CIELO

Ma Dio aveva riservato un altro destino alla serva di Dio. Ella ora era chiamata ad un apostolato speciale: quello della pazienza nella malattia. Lei, che ha sempre creduto di avere «una salute di ferro», iniziò a sentire un decadimento fisico costante. Una epatite infettiva, che aveva già portato alla tomba una delle sue sorelle la costrinse a ricoverarsi in un ospedale della città nel gennaio 1959. Morì il 28 aprile 1959. Visse i suoi ultimi giorni in totale abbandono alla volontà di Dio. Un giorno chiese alle sorelle di leggerle il poema di Santa Teresa di Gesù: «Muoio perché non muoio». Improvvisamente si alzò sul suo letto ed esclamò: «GESÙ, TI AMO! QUALE DOLCE INCONTRO! VERGINE MARIA!» E Gesù la presse con sé. La sua morte ebbe tanta risonanza perché era ben noto il suo lavoro nell’Azione Cattolica. Ricordano le sorelle che la gente arrivava numerosa da tutte le parti del paese, e tutti sottolineavano la sua santità.

Il processo di beatificazione è iniziato il 13 dicembre 1997 e il 23 giugno 2018 la Chiquitunga sarà proclamata beata dal Delegato di Sua Santità Papa Francisco ad Asunción per la gioia di tutto il popolo di Dio.

 celebrazione : 

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