Sull’esempio della Vergine Madre, il contemplativo è la persona centrata in Dio. (VDQ 10)

Vivere l'Avvento

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"Gaudete et exsultate" ("Rallegratevi ed esultate" Mt. 5,12) sono le prime parole dell'esortazione apostolica sulla santità che papa Francesco ha rivolto ai cristiani. Fare nostro il suo invito ci permette di contemplare ancora una volta e ancora una volta vivere l'Avvento che ci viene donato. È il tempo favorevole per risvegliare nei nostri cuori quello che dovrebbe essere il nostro atteggiamento normale. E la liturgia è al servizio di quello che dovrebbe essere il nostro modo normale di essere cristiani, "sempre pronti a rendere conto della nostra speranza" (1Pt 3,15).

Ogni anno dobbiamo riscoprire ciò che ha mosso nel tempo tutti coloro che desideravano ardentemente di vedere la loro vita colmata dalla risposta all'aspettativa sempre più viva che riempiva il loro cuore. E coloro che ascoltavano il profeta Isaia il annunciare l'avvicinarsi del tempo in cui verranno realizzati i desideri più cari: il ritorno dall'esilio, la pace ritrovata; e infine l'armonia ristabilita e la speranza resa possibile.

Siamo in un momento della storia in cui molte cose danno l'impressione che viviamo un periodo pieno di minacce, di violenze, di incapacità di risolvere molteplici tensioni. La frase di Isaia che dice "non si sarà più il male" sembra più che mai utopica.

Pertanto l'Avvento ci pone in attesa di una A-venuta in cui il Signore verrà a realizzare tutte le aspettative degli uomini. Poiché Dio ha promesso di manifestare il suo Amore a ogni uomo di desiderio, a tutti coloro che lasciano uno spazio nel loro cuore per permettere che si manifesti l'attesa del meglio. Ed è la gloria del Dio creatore il meglio per la creatura, la Gloria di Dio Padre è il meglio per tutti i suoi figli. E sta a Lui manifestarsi in mezzo agli uomini nel modo più appropriato per venire a vivere la sua Presenza in mezzo alle loro attese.

Egli prepara il cuore di una delle sue creature amate per accogliere nel grembo l'Essere meraviglioso, splendore della sua bellezza cui darà la possibilità di maturare e di nascere nell'umiltà di una Terra nutrita di promesse e di Alleanza. Giovanni Battista il precursore riceve la sua nascita come un dono e diventerà la voce dell'annuncio. Giuseppe dubita dell'evento che gli sembra che derubarlo del suo amore trasformato nella fiducia. E Maria sente il suo corpo e la sua anima esultare per la scoperta che Dio si aspetta da lei.

E noi, e io, quale attesa si ridesta per fare ancora più posto a Colui che ci ha invitato a permettere che il suo amore di permei tutta la mia vita per far crescere un dono di grazie e produrre i frutti migliori che si aspetta dal mio cuore rivolto alla sua più grande gloria.

Gioia e senso dell'humour, pazienza ed entusiasmo, audacia e fervore, ascolto più intenso della sua Parola ci libereranno dai nostri compromessi e ci renderanno capaci di vedere la Nuova alba, il Mondo Nuovo emergere ancora dalla creazione che Dio stesso viene a rinnovare con la sua presenza nel piccolo bambino che a Betlemme induce gli Angeli a cantare a piena voce


Gloria a Dio, Signore degli Universi,
Gloria, onore, lode.
Vita agli uomini, abitanti del Mondo,
vita, felicità, tenerezza.


Jacky MOURA,scj

 

 

 

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On ne dit pas beaucoup, pas assez, à l’Esprit Saint que nous l’aimons. Nous le disons à Jésus, à la Vierge Marie …

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